Isolare con la lana di roccia

Ottenere il massimo dei vantaggi è il primo aspetto da considerare quando pensiamo ai lavori da effettuare sui nostri immobili, sia che si tratti di una nuova costruzione che di una ristrutturazione.

C’è un materiale isolante che in questi anni si è guadagnato un ruolo primario nel panorama dei sistemi costruttivi ed il suo nome è lana di roccia.

Il segreto di questo successo è dato dalla sua capacità di poter essere utilizzata in tantissime situazioni e grazie alle sue caratteristiche fisiche è in grado di rispondere a moltissime esigenze.

E’ possibile utilizzare la lana di roccia per :

  • coperture (tetti);
  • pareti a secco e contropareti;
  • controsoffitti;
  • intercapedini;
  • isolamenti a cappotto;
  • facciate ventilate;
  • pavimenti tradizionali e sottofondi a secco;
  • pannelli e buffle per correzione acustica;
  • impianti e canne fumarie.

Una versatilità completa e vantaggiosa: per ognuna di queste funzioni infatti il pannello in lana di roccia viene ottimizzato dai produttori in modo da rispondere al meglio al suo compito.

Esistono molte versioni di questo materiale ed il primo parametro che utilizziamo per differenziarle è la densità, o meglio il peso specifico, che indica quanto pesa un metro cubo di materiale (kg/mc). E’ piuttosto chiaro che una versione con un peso di 40 kg/mc avrà un comportamento differente rispetto ad una versione da 160 kg/mc.

I pannelli più leggeri risultano meno compatti e facilmente comprimibili (si schiacciano, anche al tatto) e si prestano molto bene ad essere lavorate ed inserite negli spazi vuoti, come ad esempio le strutture delle pareti in cartongesso o nei controsoffitti. Aumentando la densità, il pannello risulta sempre più robusto e indeformabile, caratteristica molto utile se ad esempio volessimo utilizzarlo come base di appoggio per un pavimento o per un manto di copertura, oppure per una facciata da rivestire con il cappotto termico.

Densità più leggera e spessori inferiori sono lavorabili con qualsiasi strumento da taglio; le versioni più pesanti e gli spessori molto alti possono essere segati, meglio se con elettroutensili (seghetto, sega circolare, sega a nastro..attenzione solamente alla tipologia di lama o disco, per evitare un eccessivo attrito).

La differenza di prezzo tra i vari prodotti può essere facilmente giustificata dalla maggior densità del materiale e dalle diverse lavorazioni nel processo produttivo, oltre che dalla maggiore incidenza dei costi di trasporto e movimentazione.

Tutto qui?

Neanche per scherzo, perchè la lana di roccia è un materiale che riserva ancora tantissime sorprese.

Stavamo parlando di prezzo, ed in effetti si può considerare la lana di roccia un materiale con un prezzo di riferimento decisamente vantaggioso, se rapportato agli innumerevoli vantaggi che descriveremo di seguito e confrontato con altri materiali isolanti. Se volete un’idea dei prezzi di acquisto potete visitare la sezione Isolanti Termoacustici del nostro e-commerce per avere subito una prima indicazione.

La crescita esponenziale nell’utilizzo della lana di roccia, soprattutto negli ultimi anni, non è affatto casuale.

I nostri edifici richiedono di rispondere in misura sempre crescente a prestazioni e requisiti severi, al fine di ottenere condizioni di comfort molto elevate. Le costruzioni non devono solo essere esteticamente curate, ma devono essere pensate in modo organico anche negli aspetti realizzativi.

La scelta di isolare termicamente gli edifici nasce dalla necessità di ridurre i consumi di energia utilizzati per riscaldare e raffrescare gli ambienti interni e per limitare la produzione di inquinamento derivante dalla combustione (gasolio, metano, energia elettrica, etc.. che alimentano le caldaie ed i condizionatori).

La lana di roccia ha ottime caratteristiche di isolamento termico: è quindi in grado di garantire una elevata resistenza alla dispersione del calore. Questa proprietà si misura con un semplice valore chiamato conducibilità termica (λD sulle schede tecniche) che mediamente si attesta sul valore di 0,035 W/mK. Aumentando lo spessore del pannello, aumenta la resistenza termica che il pannello in lana di roccia può garantire e grazie a questa caratteristica i vostri edifici saranno in grado di contenere al massimo le dispersioni di calore, quando in inverno è il momento di utilizzare gli impianti di riscaldamento. Non solo resistenza termica, ma anche inerzia e sfasamento: a differenza degli isolanti “leggeri” come polistirolo e poliuretano, la lana di roccia ha una massa superiore e per questo motivo il calore impiega molto più tempo per attraversarla: nei mesi estivi questa caratteristica consente di rallentare gli effetti del flusso di calore dell’irraggiamento solare di diverse ore, permettendo al lato interno delle pareti di non scaldarsi; il calore trattenuto viene poi dissipato durante la notte nuovamente verso l’esterno, con un grande contributo al mantenimento di temperature più miti nelle abitazioni. Per capire meglio questo concetto, puoi pensare al comportamento dei vecchi edifici costruiti con spessi muri in pietra, come le chiese: in estate la temperatura interna è sempre più fresca, proprio per il contributo delle pesanti murature e della elevata inerzia termica.

Isolamento termico invernale ed estivo, per climi freddi e per climi caldi: ma la scelta di utilizzare per i tuoi lavori la lana di roccia ha anche dei vantaggi ancora più interessanti. Sai quali sono?

E’ incombustibile.

Esatto, la lana di roccia è un materiale incombustibile e permette di proteggere gli involucri e le strutture dal fuoco e dal calore, oltre che dalla veloce propagazione delle fiamme. La sua applicazione quindi permette di dotare l’edificio di una protezione decisamente utile, in quanto le cause di incendio sono molto più alte di quello che potremmo pensare: cortocircuiti elettrici, canne fumarie, fornelli, serbatoi e fumo sono tra i peggiori pericoli che minacciano una costruzione, direttamente dal suo interno.

Ma non è tutto, perché la lana di roccia è un materiale fibroso. E quindi?

La struttura fibrosa di un pannello in lana di roccia lo rende perfetto per lavorare in un sistema di isolamento acustico!

Non ti parlo di un prodotto che da solo potrà garantirti il silenzio assoluto, ma ti parlo di un prodotto che in abbinamento ad altri elementi della costruzione è in grado di smorzare le vibrazioni (i suoni, i rumori) in modo che alle nostre orecchie risultino attenuati. E visto che in tutte le parti della costruzione che abbiamo descritto inizialmente ci sono sempre degli altri materiali che verranno assemblati in un unico sistema, si comprende come mai la lana di roccia venga largamente apprezzata e utilizzata.

Alcune aziende realizzano con materiali fibrosi come la lana di roccia dei pannelli da appendere alle strutture esistenti, con la specifica funzione di correggere acusticamente gli spazi (assorbono o deviano parte dei suoni): puoi averli visti in teatri o auditorium, oppure in spazi molto ampi come centri commerciali, hotel, sale meeting, ristoranti o edifici religiosi.

Ok, ti ho quasi detto tutto..

Ci sono ancora alcuni vantaggi che la lana di roccia può darti, ma sono molto più tecnici e richiedono molta attenzione in fase progettuale e realizzativa.

Permeabilità al vapore (o trasirabilità) ti dice niente?

La lana di roccia è un materiale che possiamo definire traspirante e per questo motivo molto utile nella gestione di stratigrafie orientate al controllo dell’umidità in modo passivo e naturale.

Attenzione: questo concetto non si applica a tutti gli interventi, tanto è che spesso sentirete parlare della necessità di “proteggere” un isolamento in lana di roccia con una barriera al vapore (barriera, non freno al vapore). Tuttavia nei casi in cui sia previsto che l’involucro sia traspirante, la lana di roccia potrà darti un concreto aiuto per quanto riguarda la coibentazione.

La lana di roccia è comunemente disponibile in pannelli di diversi spessori, che possono essere sovrapposti senza alcun problema; a volte i pannelli sono già accoppiati di fabbrica con altri materiali per l’applicazione in speciali lavori: con carte kraft o con fogli di alluminio (per proteggere dal vapore il materiale), con primer bituminosi (per la successiva applicazione a caldo delle guaine), con primer acrilici (per agevolarne la rasatura nei sistemi a cappotto), con lastre da rivestimento (per contropareti o sottofondi a secco). Per alcune applicazioni la lana di roccia può essere fornita in rotoli (si tratta di versioni a bassa densità) oppure in fiocchi: l’insufflaggio è infatti una tecnica che permette di pompare i piccoli fiocchi di lana di roccia in spazi vuoti (intercapedini, cavedi,..) scarsamente accessibili, che una volta riempiti risulteranno isolati con le medesime proprietà dei pannelli. Un tipo di lavoro poco diffuso nel nostro paese e più comune all’estero. Unica avvertenza: assicuratevi che l’intercapedine sia ben sigillata!

Se dopo aver letto questo articolo vuoi qualche informazioni in più sui prodotti in lana di roccia, contattaci oppure visita il nostro negozio online: sapremo darti i giusti consigli e trovare il prodotto giusto per il tuo lavoro!

Contropareti e cappotti interni

Contropareti e cappotti interni

Intervista all’architetto Andrea Castelletti, direttore tecnico di edilizia 80 s.r.l.

Come mai parliamo di questo argomento?

“Negli anni la nostra azienda si è specializzata nello studio di soluzioni per la realizzazione di contropareti e di sistemi di isolamento interno: è una tecnica costruttiva che ci piace particolarmente, ci permette di ottenere grandi miglioramenti del comfort interno delle abitazioni con interventi poco invasivi.”

Cosa è una controparete?

“Molto semplice: si tratta di un secondo strato con il quale viene rivestita una parete interna esistente, al fine di migliorarne le prestazioni termiche ed acustiche.”

Come di realizza una controparete?

“Ci sono molti modi di realizzare una controparete e proprio per questo motivo il nostro ufficio tecnico sviluppa progetti dedicati ad ogni specifica situazione ed esigenza. Possiamo scegliere tra tantissime soluzioni, valutando con attenzione parametri e costi”

Con quali materiali si realizza una controparete?

“Il modo più semplice prevede l’utilizzo di una struttura in legno oppure metallica, che conterrà del materiale isolante o fonoassorbente e sul quale verrà poi fissata una lastra in materiale tecnico (cerchiamo di evitare il cartongesso, se possibile).

Altri strati e accessori tecnici compongono il sistema e possono essere aggiunti alla nostra controparete, in base alle esigenze di prestazione che vogliamo ottenere.”

Cosa si intende per cappotto interno?

“Il cappotto interno si differenzia dalla controparete poichè il materiale isolante viene incollato direttamente alla parete esistente e successivamente rivestito con uno strato di intonaco sottile armato con rete.”

Con quali materiali si realizza una cappotto interno?

“Non pensate al polistirolo! Le vostre pareti ed i vostri ambienti richiedono una maggiore attenzione e materiali con caratteristiche più idonee, anche nel rispetto della vostra salute. I pannelli minerali ai silicati sono la migliore soluzione.”

Perchè affidarsi alla vostra consulenza?

“Abbiamo visto negli ultimi anni disastrosi effetti di scelte non corrette, con formazione di muffe su pareti appena isolate oppure senza ottenere effetti significativi. Affidarsi a degli specialisti permette di evitare errori, di ottenere risultati migliori e di risparmiare.”

Per quanto riguarda i costi..

“I costi sono la domanda iniziale di ogni progetto. Sui nostri siti e-commerce trovate in chiaro i prezzi di tutti i materiali che si possono utilizzare, spesso in offerta con promo o sconti. La differenza però è quella di saper scegliere, progettare e installare il sistema costruttivo adatto, comparando costi/benefici: questo è il nostro lavoro e proprio per questo la spesa sarà sempre in linea con le aspettative.”

Chi realizza i lavori?

“Prendiamo in carico ogni fase, dalla progettazione alla realizzazione. Ma forniamo anche solo i materiali per realizzare in autonomia il lavoro. Ogni richiesta che riceviamo e gestiamo è differente. Sui nostri siti trovate tutte le informazioni per contattarci, siamo sempre disponibili a valutare nuovi progetti e darvi il consiglio giusto.”

Tecnolana Brebey

Tecnolana Brebey

IL MATERASSINO BREBEY: GRAZIE ALLA LANA DI PECORA ISOLARE È NATURALE

Grazie alla tecnologia Brebey il materassino isolante, una volta messo in opera, presenta valori prestazionali effettivamente corrispondenti ai valori ottenuti in laboratorio, in quanto non è soggetto a modificazioni di forma.

La sofficità e l’elasticità del prodotto consentono al materassino Brebey, anche se sottoposto a compressione, di ritornare alla forma iniziale una volta liberato dalla pressione. Ciò permette di garantire un comportamento omogeneo del pannello lungo tutta la sua superficie, per effetto della stabilità di forma propria dello strato di lana, e fa aderire perfettamente alla muratura e alla sede in cui è posto, con una azione isolante efficace e garantita.

L’elevata elasticità del materassino permette anche di confezionare i materassini con un sistema di imballaggio sotto vuoto, riducendo del 40% l’ingombro dell’isolante, e diminuendo i costi di stoccaggio e di trasporto. Il rotolo di lana, una volta arrivato a destinazione, può essere liberato dall’involucro e riprende in poco tempo la sua forma originaria, ma anche di ridurre i tempi della messa in opera, visto che risulta più facile da maneggiare e da posizionare.

UN GRANDE POTERE DI ISOLAMENTO TERMOACUSTICO

Il pannello Tecnolana 4075 realizzato con tecnologia Brebey può perciò essere utilizzato per effettuare l’isolamento termoacustico di edifici residenziali, di servizio o produttivi, consentendo di raggiungere gli standard di isolamento previsti dal Dlgs. 192/05.

Gli isolanti Brebey posseggono ottime proprietà sia in termini di isolamento termico, con trasmittanza pari a 0,0378 W/m K, che in termini di isolamento acustico, con  un coefficiente di assorbimento acustico ponderato w=0,72.

ISOLARE CON LA LANA È SANO

Tecnolana 4075 è un prodotto ecologico ideale per l’isolamento salubre dei fabbricati: non solo non rilascia composti tossici nell’ambiente, deriva da una filiera agrozootecnica, ma la lana può contribuire all’abbattimento di da gas inquinanti, smog e sostanze dannose per la salute come formaldeide, ossidi di azoto e ossidi di zolfo (prodotti in ambiente indoor da fornelli, vernici, resine, intonaci, isolanti sintetici, ecc). con l’effetto indiretto di diminuire l’impatto sanitario sulle popolazioni esposte a tali agenti dannosi in ambito indoor.

CON BREBEY AIUTI L’AMBIENTE

I benefici ambientali dell’uso degli isolanti Brebey sono molteplici: la materia prima impiegata è quasi integralmente la lana, un materiale ecologico, derivante dalla tosatura del vello delle pecore destinate alla produzione di latte o carne (e non della lana da filati), non utilizzabile per fini tessili, che costituisce di fatto un rifiuto. Il riuso di questa risorsa riduce l’impatto sull’ambiente.

Ma il beneficio ambientale più importante consiste nella sostituzione degli isolanti sintetici o minerali, di natura petrolchimica, come i polistireni, o estrattiva, come la lana di roccia, che oltre a provenire da un ciclo produttivo inquinante ed energivoro, producono emissioni nocive per la salute durante le fasi di esercizio e diventano rifiuti tossici indegradabili all’atto della demolizione/smaltimento. Gli interventi di isolamento termico imposti dal Dlgs. 152/96 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia) sono stati quasi interamente realizzati utilizzando isolanti derivati dalla filiera petrolchimica, e secondo i dati AIPE (Associazione Italiana Polistirene Espanso) i consumi nazionali di EPS (polistirene espanso sinterizzato) nel periodo 2009-2011 si sono attestati sulle 424mila t, con un fortissimo impatto sull’ambiente di questi prodotti.

Di seguito, a titolo comparativo, sono riportati alcuni valori del fabbisogno di energia primaria di alcuni tipici isolanti di sintesi rispetto ai pannelli in lana (Fonte: A. Fassi e L. Maina, Isolamento ecoefficiente, Edizioni Ambiente, 2009):

– polistirene espanso sinterizzato (XPS)   99.20 Mj/kg

– polistirene espanso estruso (con HCFC)  107.15 Mj/kg

– polistirene espanso estruso (con CO2)  110.20 Mj/kg

– poliuretano espanso    126.20 Mj/kg

– polietilene espanso    107.20 Mj/kg

– lana di pecora      12.60 Mj/kg

Sostituire i prodotti di sintesi con gli isolanti a base di lana, favorendo la diffusione dell’impiego di questo materiale naturale significa pertanto limitare drasticamente gli impatti e le emissioni, riducendo quasi del 90% il consumo di energia primaria e l’emissione di CO2, e favorendo nel contempo una graduale chiusura del ciclo del prodotto degli isolanti, che a fine vita potranno essere riciclati o compostati.

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